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L'incontro iniziatico dei
Beatles con le droghe avvenne durante i primissimi anni della loro carriera,
quando ad Amburgo, per reggere quei ritmi frenetici ed incalzanti, si aiutavano
con le pasticche che gli stessi proprietari dei locali e i camerieri
distribuivano.
Fu poi nel '64 a New York che incontrarono Bob Dylan, di cui erano grandi
ammiratori, e con lui fumarono marijuana per la prima volta. Ma il vero
stravolgimento completo è da attribuire sicuramente all'LSD, che assunsero nel
'65.
I
primi furono John Lennon e George Harrison con le rispettive mogli, i quali,
ignari di cosa fosse e degli effetti che provocava, la bevvero insieme al caffè
che il loro dentista gli offrì dopo averli invitati a cena.
Durante i primi anni '60 erano stati i narcotici a dominare la scena, mentre
verso la fine del decennio imperavano la cannabis e l'LSD. Queste erano sostanze
pesanti e manipolatrici dei normali processi mentali, i quali rallentavano e si
distorcevano, le sensazioni si amplificavano e si proiettavano sempre più al di
fuori dell'individuo. In particolare era proprio l'LSD, la dietilammide
dell'acido lisergico, la droga di supporto della corrente di controcultura
radicale americana. Si tratta di un potente allucinogeno che provoca il distacco
temporaneo dalla realtà, la visione della quale viene fortemente alterata, il
cervello è in balia di informazioni esterne riprodotte in maniera discordante.
Le immagini celesti e oniriche ricorrenti nelle canzoni di quel periodo sono da
tradurre come la costante ricerca generazionale di un netto distacco tra la vita
spirituale e quella materiale, così banale e deludente. Ecco perchè la
controcultura giovanile si aggrappò alle droghe psichedeliche, per annullare il
proprio ego e non far parte del vuoto spirituale della società dei consumi
moderna.
Al contrario dell'America, in Inghilterra nel '66 ancora non esisteva una
subcultura dell'acido, anche se questo era presente in giro e tra i giovani.
Il primo tra i Beatles che cominciò ad assumere frequentemente LSD fu John
Lennon. Egli, per la prime volte, non disponendo di una guida nè di informazioni
adeguate, affidò i propri viaggi ad un manuale scritto da due psicologi
americani: The Psychedelic Experience. Gli autori, Leary e Alpert, per parlare
dell'LSD scelsero come modello e come riferimento Il libro tibetano dei morti,
perchè erano convinti che questa potente droga potesse elevare lo spirito fino
al sacro.
Secondo Leary l'LSD e la trascendenza dal sè erano al stessa cosa, mentre invece
la distinzione tra i due è netta. La trascendenza dal sè operata nel campo
religioso dai mistici è un processo graduale e controllato, il raggiungimento
della spersonalizzazione avviene attraverso la meditazione; al contrario il
viaggio con l'LSD parta al distacco dal proprio ego mediante percorsi
imprevedibili ed incontrollabili; è l'elemento chimico che, così invasivo,
domina la mente della persona, la quale subisce passivamente senza potersi più
controllare.
Gli effetti incredibili che tutto questo provocò ai Beatles sono chiaramente
manifesti dal 1966, quindi da Revolver in avanti, quando passando alla droga
della controcultura basarono le loro composizioni sull'importanza della
percezione. La canzone che più esplicitamente parla di droga è Tomorrow never
knows, scritta da Lennon. Egli assunse LSD e, volendo dare al suo viaggio
un'impronta esploratrice e conoscitrice di se stesso, lesse The Psychedelic
Experience e sotto effetto della droga entrò vorticosamente in quel mondo di
misticismo manipolato. Il risultato di quell'esperienza fu un testo che riprende
molte frasi proprio dal libro dei due psicologi.
E' la canzone che chiude l'album Revolver, il quale apre le porte ad una nuova
innovazione sempre più rivoluzionaria.
Lennon era il più attratto dalla droga tra i Beatles perchè era alla continua
ricerca di conoscenza del suo spazio interiore e alla stesso tempo tendeva ad
ammutire e ad annullare se stesso. Dominato da questa forte contrapposizione,
era assolutamente convinto che la droga gli facesse bene.
Mentre invece gli effetti dell'LSD sull'individuo portano all'allontanamento dal
proprio ego e trasformano la realtà in uno status insignificante e instabile.
Per due anni Lennon fu psicologicamente dipendente dall'LSD, che assumeva con
regolarità quotidiana, immerso in un torpore che rallentava i suoi riflessi
ammansendo il suo carattere spigoloso. Il grave risultato di perdita di identità
dipese da un prolungato ed eccessivo abuso di droga, Riuscì fortunatamente a
fermarsi prima dell'inevitabile collasso finale, quando intanto sullo scenario
della droga molti rimasero vittime irrecuperabili, con danni permanenti se non
letali. Negli anni '60 le dosi di LSD erano anche dieci volte superiori a quelle
usate ai giorni nostri.